Viale denuncia il paradosso della ricerca scientifica italiana: nonostante la spesa in R&S sia tra le più basse d’Europa (1,38% del PIL contro il 2,2% della Francia e il 3,1% della Germania), i fondi disponibili vengono gestiti male. Il caso emblematico è il programma FIS3 (464 milioni di euro, modellato sull’ERC europeo): i vincitori dei bandi si trovano nell’impossibilità concreta di avviare i progetti entro la scadenza del 30 maggio 2026, a causa di ritardi ministeriali, linee guida pubblicate solo sei settimane prima della scadenza, mancanza di contrattualizzazione e situazioni paradossali come le ricercatrici in maternità obbligate a gestire gare d’appalto. Viale conclude rovesciando la celebre frase di De Gasperi: non è più la ricerca il lusso che l’Italia non si può permettere, ma la sua inadeguatezza.
