L’articolo di Riccardo Viale traccia un parallelo storico tra il commercio dell’oppio nel XVIII secolo e l’attuale guerra tecnologica tra Stati Uniti e Cina. Come la Compagnia britannica delle Indie orientali creò una dipendenza dalla droga per invertire il flusso dell’argento verso l’impero Qing, oggi il ministro del Commercio americano Howard Lutnick propone una strategia analoga: aprire le esportazioni dei chip Nvidia verso la Cina per rendere le sue aziende tech dipendenti dalla tecnologia statunitense.
La Cina, però, consapevole della propria storia di “secolo dell’umiliazione”, resiste. Xi Jinping punta all’autosufficienza tecnologica — il principio del chi ku (“mangiare amaro” per crescere) — e le aziende come DeepSeek ottimizzano i propri modelli per funzionare sui chip cinesi Huawei. Al vertice di Pechino del 13-14 maggio 2025, nonostante la presenza di Jensen Huang (CEO di Nvidia) tra i grandi CEO al seguito di Trump, non si sono raggiunti accordi definitivi.
L’articolo contrappone infine i due modelli di governance dell’IA: negli USA sono le grandi aziende tech a “catturare” il governo, in Cina è il partito comunista a guidare la politica industriale. Un esempio emblematico è il doppio standard di ByteDance: TikTok — orientato all’intrattenimento e alla dipendenza — per il resto del mondo; Douyin — educativo e patriottico — per i cinesi.
